Battezzato "FIGLIO DEL VENTO" da un giornalista colombiano, Gregorio Duggento, noto a tutti come Gregory, è il campione del mondo di pattinaggio a rotelle nella specialità dei 300 metri crono.

Gregorio Duggento, Gregory per gli amici, è nato a Cisternino (Br) il 22 Luglio 1980 da Giuseppe Duggento e Giuseppina Dimagli.
Da piccolo aveva una corporatura così esile che nessuno avrebbe mai pensato potesse diventare l'uomo più veloce del mondo.
Tale impressione svanì qualche giorno dopo la nascita quando cominciò a dimostrare una forte energia e una rapidità di movimenti incontrollabile da parte dei genitori e, spesso, anche da se stesso. Negli anni che seguirono questa caratteristica gli procurò non pochi problemi di cui ancora oggi si vedono le conseguenze: deviazione del setto nasale, numerose cicatrici sulle ginocchia e svariati graffi su tutto il corpo.
Gregory, pur essendo nato a Cisternino, ha sempre vissuto a Manduria (Ta) dove, all'età di quattro anni, ha provato l'ebbrezza di dissipare le sue grandi energie su quegli strani aggeggi con le rotelle.
Tutto cominciò quando aveva un anno e suo fratello Cosimo (sei anni), guardando una trasmissione televisiva in cui si esibivano dei pattinatori, fu attratto da questo sport emozionante. Fu amore a prima vista e cominciò la lunga serie di capricci per ottenere un paio di pattini.
Cosimo fu accontentato dallo zio Leonardo che, nella lontana festa dell'Epifania del 1982, gli regalò un paio di pattini a otto ruote. Cominciò la lunga serie di cadute in casa e, vista la foga con cui il figlio voleva imparare, i genitori decisero di fargli frequentare il Gruppo Rotellistico di Manduria.
Intanto Gregory cresceva e veniva sempre più a contatto col mondo del pattinaggio e, finalmente, all'età di quattro anni i genitori riuscirono a trovare un paio di pattini che gli calzassero. Da quel giorno fu un collezionare di successi.
Si può ben dire che il giovane manduriano sia riuscito a raggiungere il tetto del mondo pur dovendo far fronte alle mille difficoltà che si sono presentate nel praticare questo sport così poco seguito dagli italiani. Manduria non ha potuto offrirgli una struttura sportiva adeguata e Gregory ha dovuto fare grossi sacrifici per allenarsi.
Ha spesso ripetuto di esser riuscito a realizzare questa sua grande impresa grazie all'aiuto di due persone fondamentali sia nello sport che nella vita: i suoi genitori.
Sono proprio loro ad averlo sostenuto sia moralmente che economicamente sin dal primo giorno che ha messo i pattini ai piedi accompagnandolo ogni pomeriggio nelle diverse città della Puglia che potessero offrirgli l'impianto sportivo e dandogli la possibilità di utilizzare le migliori attrezzature esistenti sul mercato.
Dopo i genitori ma non in secondo piano, Gregory rivolge un grosso ringraziamento a tutti gli allenatori che lo hanno sapientemente guidato e portato passo dopo passo al successo consigliandolo e sostenendolo nei momenti difficili.
Come in tutte le grandi imprese sarebbe riduttivo e scorretto dare il merito solo a chi le porta a termine, anche in quella di Gregory si è voluta sottolineare la presenza di persone disinteressate che si mettono in gioco in nome dell'affetto e dell'amicizia.
Cosimo Duggento